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5 luglio 2010

ARMADIO

Questo termine deriva dalla parola latina ARMARIA o ARMARIUM che anticamente era il luogo dove si conservavano le armi.
Questo mobile era dunque anticamente il ripostihglio per archi e frecce, spade, armature e quant'altro.
Era inizialmente solo una cavità nel muro, divisa in scaffali da assi di legno, solo in seguito divenne un vero mobile dotato di ante sia singole che doppie.
In questi mobili ci si conservava di tutto tranne che i vestiti come facciamo noi oggi.
Ad esempio nelle biblioteche venivano usati per archiviare e conservare i rotoli di papiro, nelle cucine si usavano per conservare provviste ma anche vasellame di ogni genere.
Le donne lo usavano per riporvi i gioielli, mentre le famiglie nobili di Roma  lo adoperavano addirittura per contenervi le immagini in cera dei propri antenati illustri (era un vero e proprio diritto lo IUS IMMAGO, venivano fatte delle copie in cera del volto del defunto da portare in processione in occasioni particolari).
Dove venivano dunque conservati gli abiti?
In un mobile che non usiamo più quasi più, ma che era molto comune fino a tempi relativamente recenti, la CASSAPANCA chiamata ARCA o CISTA.



28 giugno 2010

OMBRELLO

Non si sa di preciso quando fu inventato ma pare abbia origini antichissime e provenga dall'oriente.
In Cina era associato al culto dell'imperatore come oggetto sacro.
Nell'Egitto dei faraoni potevano usarlo solo i nobili, in Giappone proteggeva i samurai tanto da essere considerato un vero e proprio simbolo nazionale.
Nell'antica Roma questo oggetto era detto UMBELLA o UMBRACULUM (da qui deriva la parola ombrello) termine che letteralmente significa piccola ombra, infatti anticamente l'ombrello veniva usato per ripararsi dal sole e non dalla pioggia.
Come testimoniano sia Ovidio sia Giovenale , le signore aristocratiche orgogliose della loro carnagione chiara ( nel popolo la carnagione scurita dal sole era tipica di chi lavorava la terra) usavano infatti ombrelli colorati per proteggersi dai raggi del sole.
Questi ombrelli potevano avere la forma a noi nota con raggi apribili, oppure essere fatti di cuoio rigido e di forma quadrata.

Chi poteva permetterselo si faceva portare il parasole da una schiava come status-simbol.
Solo nel 1800 cominciò a diffondersi l'abitudine di usare l'ombrello per ripararsi dalla pioggia mentre prima si usavano mantelli o impermeabili.



25 giugno 2010

UNICORNO

 Il primo a parlare di questo animale mitologico fu il medico greco Ctesia più di 2000 anni fa ed era molto diverso da come lo conosciamo oggi, corpo tozzo e bianco, testa color rosso scuro e l'immancabile corno.

Secondo il mito il corno di questo animalese lavorato e trasformato in una coppaproteggeva da qualsiasi tipo di veleno.

Era talmente diffusa questa leggenda che nel XVI secolo si trovavano anche rimedi medicinali a base di corno di unicorno.

In realtà si dava la caccia al NARVALO, un cetaceo simile ad un delfino con un dente solo che si attorciglia su se stesso e può raggiungere i 2 metri, la domanda di tali medicamenti era così alta che il Narvalo rischiò l'estinzione.

La leggenda vuole che questo animale amante di tutto ciò che è puro e innocente, potesse essere avvistatoe catturato solo da una vergine, una leggenda che esalta la purezza dell'unicorno racconta che un gruppo di animali della foresta preoccupati perchè l'acqua della fonte era contaminata furono salvati dal mitico animale che vi immerse il corno purificandola.


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 KimèIl mio tesoro a 4 zampe...
   
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




Kimè pompiere!! E' una tradizione di famiglia...


Il mare ci ispira...è una questione di sensibilità familiare...


 
 
 
 
 
 
 
 

...e...finalmente il tanto meritato riposo...